Il coro di Santo Spirito









Valid XHTML 1.1! Valid CSS level 3!La storia del coro

Per la storia del nostro coro dalla fondazione al 1994-5 ci rifacciamo ad un testo scritto da Gabriele Cantagalli in occasione della decennale Eucaristica, appuntamento che nella Parrocchia dura un anno liturgico e riporta i fedeli al valore dell’Eucaristia.

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“Il coro polifonico è una realtà oggi talmente integrata nel contesto liturgico che passa quasi inosservato: il fatto che le solenni funzioni liturgiche siano musicalmente animate da brani classici polifonici è unanimemente accettato come ovvio; la realtà era però completamente diversa nell’ormai lontano 1980, quando il nostro coro fu fondato: dovette avere molto coraggio, unito a lungimiranza ed entusiasmo, il giovane Giorgio Sgubbi, non ancora Sacerdote, quando concepì l’idea di costituire un coro polifonico nella parrocchia alla quale era stato appena assegnato, in tempi nei quali errate ed approssimative interpretazioni delle (mal conosciute) disposizioni conciliari portavano al disprezzo senza mezzi termini di qualsiasi riferimento alle liturgie antiche e di qualsiasi musica liturgica che fosse stata scritta prima degli anni Sessanta.

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“Rendiamo dunque merito a don Giorgio Sgubbi, che fondò il nostro coro in tempi così difficili e confusi per la musica liturgica; merito consolidato dal fatto che oggi, in occasione di questa Decennale Eucaristica, il ‘suo’ coro (seppure da lui abbandonato da una decina d’anni a causa del suo allontanamento per altri ben lusinghieri incarichi) sta vivendo il periodo migliore dalla sua fondazione, con l’esperienza acquisita in tanti anni dai suoi membri ‘storici’ e con l’arrivo negli ultimi tempi di molti cantanti giovani ed entusiasti: questi fatti permettono ora l’ampliamento del repertorio e l’inserimento di brani che fino a poco tempo fa erano considerati assolutamente fuori dalla portata del coro stesso.

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“La storia del coro nei suoi primi anni ricalca un po’ quella di tutte le coraggiose attività ‘pionieristiche’; Don Giorgio Sgubbi chiese ed ottenne la disponibilità del giovane e inesperto organista (quello che suona ancora oggi) (ossia Cantagalli stesso NdR) il quale, a dire il vero, pensava che si trattasse di un’iniziativa molto precaria ed a breve termine; poi Don Giorgio partì alla ricerca di amici e conoscenti che mostrassero una parvenza di intonazione nella voce e costituì il primo nucleo corale, diviso nelle quattro voci: soprani, contralti, tenori e bassi; interpellò amici organisti che gli fornirono le partiture di brani polifonici che costituirono il primo repertorio del coro e diede il via alle prove durante le quali, con grande pazienza, insegnava i pezzi ai cantori, quasi tutti completamente digiuni di nozioni musicali; si giunse così alle prime esecuzioni durante le messe solenni di Natale, Pasqua e Pentecoste; Don Giorgio dirigeva il coro in piedi su panche rialzate di fronte all’organo, e i primi apprezzamenti furono di unanime consenso.

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“Le prime difficoltà per il coro arrivarono dopo qualche anno, quando l’organista ebbe l’idea di inserire in repertorio la ‘Missa Secunda Pontificalis’ di Don Lorenzo Perosi che fu eseguita per la prima volta la notte di Natale del 1984: molte componenti parrocchiali si mostrarono aspramente critiche nei confronti dell’introduzione di parti della Messa cantata in latino ritenendole, se non anticonciliari, per lo meno del tutto inopportune; la diatriba proseguì per qualche anno, ma poi, con il graduale affinamento di gusto artistico e di sensibilità liturgica dell’assemblea, ogni discussione ebbe termine, tanto che oggi il coro ha in repertorio ed esegue ben quattro Messe polifoniche in latino. Altre difficoltà dovevano però sopraggiungere per il coro in quest’ultimo decennio: dopo l’allontanamento di Don Giorgio per l’assegnazione ai prestigiosi incarichi che conosciamo, alcuni coristi, soprattutto adulti, iniziarono a lasciare il coro per vari motivi familiari, e si stentava a trovare nuove leve: per qualche anno, a cavallo del 1990, l’organico striminzito non permetteva ampliamenti di repertorio e le difficoltà costringevano il coro a veri e propri salti mortali per mantenere una qualità artistica degna della destinazione liturgica dei canti.

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“Fortunatamente, negli ultimi anni, il corso si è completamente invertito: l’arrivo nel coro di molti nuovi coristi capaci e volenterosi che trascinano, col loro entusiasmo, anche chi faceva già parte del coro da molti anni, ha dato nuovo vigore all’attività delle prove e all’ampliamento del repertorio; dalle circa venti prove annuali degli anni bui, c’è stato un incremento graduale di impegno via via di anno in anno, finchè, in quest’anno della Decennale, si supereranno le cento prove; dopo avere, per anni, animato solo le tre Messe di Natale, Pasqua e Pentecoste, si è via via accresciuto il numero, fino a superare, in occasione dell’anno della decennale, la ventina di messe solenni animate dal coro. L’ampliamento del repertorio è finalmente possibile, al di là delle piu rosee speranze; dopo aver preparato in soli tre mesi (ottobre-dicembre 1994) la difficile ‘Missa Eucharistica’ del Perosi, il coro è attualmente impegnato nella preparazione dell’Alleluia dal ‘Messia’ di Haendel, che sarà utilizzato durante la Messa di Pasqua della Decennale e che, date le impervie difficoltà di esecuzione, fino a poco tempo fa mai si sarebbe immaginato neppur lontanamente di prendere in considerazione; e invece questo sarà, probabilmente, solo un punto di partenza per l’attività dei prossimi anni.

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“Se nella nostra Parrocchia la mentalità liturgico-musicale è cambiata dagli anni ottanta a oggi, se l’assemblea dei fedeli è ora piu sensibile all’integrazione della musica sacra con la liturgia, se non vi sono piu assurde prevenzioni nei confronti della musica liturgica antica, tutto questo lo dobbiamo al lungo e costante lavoro portato avanti anno dopo anno da umili e anonimi coristi dilettanti che impegnano tanto del loro tempo per conferire una veste dignitosa al nostro coro parrocchiale, talvolta fra sacrifici, difficoltà e delusioni, senza avere altro scopo che quello della lode a Dio e del servizio alla comunità parrocchiale.”

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Nel periodo successivo al 1994-5 dobbiamo segnalare un nuovo ricambio generazionale, che si è svolto però senza periodi di magra, come era accaduto nel 1990, con l’entrata di molti coristi minorenni. Sono state aggiunte al repertorio una Messa del Perosi, la “Benedicamus Domino”, tre canti di Padre Davide da Bergamo ed è stato inserito il n.13 dell'oratorio “La Creazione” di Haydn (in origine coro con solista), il cui testo è stato sostituito, nella duplice esigenza di adattarlo a un coro polifonico senza solisti e di avere un canto specifico per la Pentecoste, da Cantagalli con l’unione di pezzi di canti allo Spirito Santo. Inoltre, per Natale 1999 e quindi per l’anno giubilare, il coro ha preparato la Messa in DO Maggiore K258 di Mozart. Tra gli ultimi brani aggiunti, segnaliamo un Alleluia liberamente tratto da Cantagalli dal N.3 dell’Oratorio di Pasqua BWV 249 di Bach, un canto dedicato alla Beata Vergine della Coraglia (il cui santuario si trova nella nostra Parrocchia) composto da Lellino, ed un “Ecce Sacerdos” scritto da Cantagalli per la prima S.Messa a Santo Spirito di don Antonio Commissari, sacerdote cresciuto nella nostra Parrocchia, fratello di Nicol, amico di molti coristi e di Cantagalli e corista lui stesso negli anni passati.
Questi i nuovi canti più importanti: per l’elenco completo rimandiamo al Repertorio.

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